Tutte le novità più significative introdotte dal recepimento della Direttiva IORP II

Lo scorso 17 gennaio 2019 è stato pubblicato il decreto legislativo n. 147, con il quale si dà attuazione alla Direttiva IORP II

IORP II è la direttiva europea relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali, nata per rendere più sicura e trasparente la gestione dei Fondi Pensione per il soggetto aderente. Con il nuovo decreto
d.lgs 147/2018, le modifiche all’attuale normativa vigente in Italia (d.lgs 252/2005) sono tali, che anche l’organizzazione più strutturata e scrupolosa può trovare complesso orientarsi.

Pertanto, al fine di dare una visione più chiara del nuovo scenario normativo, in questo articolo passeremo in rassegna tutte le novità più significative introdotte dal decreto italiano che recepisce la Direttiva IORP II. In particolare, ci focalizzeremo su quelle che, a nostro avviso, avranno un impatto maggiore sulle organizzazioni:

  • Introduzione del sistema di governance legato al criterio di proporzionalità
  • Costituzione delle 3 funzioni fondamentali di Risk Management, Internal Audit e Funzione Attuariale.

Vediamole ora nel dettaglio.

1. La centralità del sistema di governance nella Direttiva IORP II (art. 4-bis)

La prima sostanziale novità riguarda l’introduzione di un “sistema efficace di governo che assicuri una gestione sana e prudente” (art. 4-bis) all’interno dei Fondi Pensione.

In particolare, il sistema di governance deve prevedere:

  • una struttura organizzativa trasparente e adeguata
  • una trasmissione efficace delle informazioni.

Secondo il criterio di proporzionalità poi, altra importante novità, il sistema di governo del Fondo Pensione deve essere disegnato in funzione della dimensione, della natura, della portata e della complessità delle attività del Fondo stesso. Nella politica relativa agli investimenti, il sistema di governance del Fondo deve anche tenere in considerazione i fattori ambientali, sociali e di governo societario.

Una delle possibili implicazioni del principio di proporzionalità, è che i Fondi che non riusciranno a strutturarsi internamente, in quanto di medio–piccole dimensioni, potranno individuare figure esterne cui demandare, ad esempio, la Funzione di Gestione dei Rischi. Sarà poi la normativa secondaria del COVIP a specificare meglio le applicazioni di questo principio.

Il focus sulla governance è talmente peculiare che l’organo di amministrazione del Fondo dovrà redigere annualmente una relazione che descriva tale sistema di governo e che verrà resa pubblica congiuntamente al bilancio del Fondo

2. Il sistema di Controllo Interno (art. 4 – bis)

La normativa rafforza il sistema di controllo interno di cui i Fondi devono dotarsi, che include:

  • procedure amministrative e contabili
  • controllo sulla conformità alla normativa nazionale e alla normativa europea direttamente applicabile
  • disposizioni di segnalazione adeguate a tutti i livelli dei Fondi Pensione.

3. Il Responsabile del Fondo (art. 5)

Ne esce rafforzato anche il ruolo del Responsabile del Fondo, previsto sia per i Fondi Aperti sia per le Forme Pensionistiche Individuali, mentre per i Fondi Negoziali vi è la figura del Direttore Generale.

Il Responsabile della Forma Pensionistica (aperta o individuale) deve svolgere la propria funzione in maniera autonoma e indipendente e riporta direttamente all’organo amministrativo della società. Pertanto, il ruolo di Responsabile del Fondo non può essere conferito ad un amministratore, un dipendente e ad un prestatore d’opera continuativa della società istitutrici del Fondo o di società da queste controllate o che la controllano.

La figura di Responsabile ha il compito di vigilare su:

  • gestione finanziaria
  • gestione amministrativa
  • misure di trasparenza verso gli aderenti e i beneficiari del Fondo
  • efficienza delle procedure relative ai reclami
  • efficienza delle procedure relative all’erogazione delle prestazioni
  • situazioni connesse a conflitti di interesse
  • rispetto di buone pratiche e dei principi di corretta amministrazione

4. Organismo di Rappresentanza

Viene introdotto l’Organismo di Rappresentanza per i Fondi Aperti ad adesione collettiva, con un numero minimo di 500 lavoratori appartenenti ad una singola azienda o a un medesimo gruppo. Tale organo funge da collegamento tra le collettività del Fondo, la società che lo gestisce e il Responsabile ed è composto da un rappresentante lato azienda/gruppo e un rappresentante dei lavoratori, per ciascun gruppo appartenente al Fondo.

5. Le Funzioni Fondamentali (art. 5 – bis)

La novità più significativa del recepimento in Italia della direttiva IORP II resta senza dubbio la costituzione delle tre funzioni fondamentali:

  • la Funzione di Risk Management
  • la Funzione di Revisione Interna
  • la Funzione Attuariale

Tre funzioni che implicano non solo il reperimento di risorse dedicate (interne o esterne), ma anche una ridefinizione dei processi e delle procedure dell’intera organizzazione.

I Fondi inoltre dovranno redigere politiche scritte relativamente alle esplicitate funzioni fondamentali e alle attività esternalizzate. Tali politiche scritte dovranno essere analizzate dall’organo di amministrazione almeno ogni tre anni, e modificate in caso di variazioni significative del settore interessato.

Di seguito entriamo più nel merito delle 3 funzioni fondamentali.

5.1 La Funzione di Risk Management (art. 5 – ter)

Secondo quanto disposto dalla normativa, il Fondo si deve dotare di un sistema di gestione dei rischi che definisca le strategie, i processi e le procedure di segnalazione, in grado di individuare, misurare, monitorare, gestire e segnalare i rischi e le relative interdipendenze, a livello individuale e aggregato, ai quali il Fondo è o potrebbe essere esposto.

I rischi cui un Fondo è o potrebbe essere esposto dovranno essere analizzati nelle seguenti aree (ove pertinenti):

  • gestione delle attività e delle passività
  • investimenti, con particolare attenzione ai derivati, cartolarizzazioni o simili
  • gestione dei rischi di liquidità e di concentrazione
  • gestione dei rischi operativi
  • gestione dei rischi correlati alle riserve
  • assicurazione e altre tecniche di mitigazione del rischio
  • rischi ambientali, sociali e di governo (ESG) connessi al portafoglio di investimenti e alla relativa gestione

5.2 La Funzione di Revisione Interna (art. 5 – quater)

Tale funzione deve essere proporzionale alla dimensione del Fondo, deve avere autonomia di giudizio e deve essere indipendente rispetto alle funzioni operative.

La funzione di revisione interna verifica:

  • la correttezza dei processi gestionali ed operativi
  • l’attendibilità delle rilevazioni contabili e gestionali
  • l’adeguatezza e l’efficienza
  • del sistema di controllo interno
  • delle attività esternalizzate
  • degli elementi riguardanti l’assetto organizzativo del sistema di governance del Fondo
  • la funzionalità dei flussi informativi

5.3 La Funzione Attuariale (art. 5 – quinquies)

Laddove il Fondo Pensione copra direttamente rischi biometrici e garantisca un rendimento degli investimenti o un determinato livello di prestazione, dovrà obbligatoriamente nominare una figura indipendente, interna o esterna, che sia titolare della Funzione Attuariale. Tale figura dovrà, in modo efficace:

  • coordinare e supervisionare il calcolo delle riserve tecniche
  • verificare l’adeguatezza delle metodologie e dei modelli sottostanti utilizzati per il calcolo delle riserve tecniche e le ipotesi fatte a tal fine
  • verificare la sufficienza e la qualità dei dati utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche
  • confrontare le ipotesi sottese al calcolo delle riserve tecniche con i dati desunti dall’esperienza;
  • attestare l’affidabilità e l’adeguatezza del calcolo delle riserve tecniche;
  • formulare un parere sulla politica assicurativa di sottoscrizione globale, nel caso in cui il Fondo pensione disponga di tale politica;
  • formulare un parere sull’adeguatezza degli accordi di assicurazione nel caso in cui il Fondo pensione disponga di tali accordi;
  • contribuire all’attuazione efficace del sistema di gestione dei rischi.

Titolare della funzione attuariale può essere alternativamente:

  • un attuario iscritto all’Albo Professionale

  • un soggetto che dispone di adeguate conoscenze ed esperienze professionali in ambito attuariale

6. Requisiti di professionalità e onorabilità (art. 5 – sexies)

Per poter assolvere ad incarichi strategici interni o esterni al Fondo Pensione, la normativa richiede il possesso di specifici requisiti di professionalità e onorabilità e identifica cause di ineleggibilità e di incompatibilità, situazioni impeditive e cause di sospensione. Per la loro definizione sarà necessario attendere il decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con la COVIP.

Al momento la normativa stabilisce che tali incarichi strategici riguardano:

  • gli organi propri del Fondo Pensione, quali il rappresentante legale del Fondo, il direttore Generale e i componenti degli organi di amministrazione e di controllo
  • i titolari delle Funzioni Fondamentali e le persone/entità esterne deputate allo svolgimento di tali funzioni
  • il Responsabile delle forme pensionistiche aperte e delle forme pensionistiche individuali
  • i componenti dell’Organismo di Rappresentanza

Gli organi di amministrazione delle suddette forme pensionistiche devono accertare la sussistenza dei requisiti e darne comunicazione alla COVIP.

7. Esternalizzazione (art. 5 – septies)

I Fondi Pensione hanno la possibilità di esternalizzare funzioni o altre attività, comprese le Funzioni Fondamentali. La responsabilità finale rimane comunque in capo all’organo di amministrazione del Fondo.

I Fondi Pensione che esternalizzano funzioni fondamentali o altre attività devono in ogni caso garantire:

  • la qualità del sistema di governo del Fondo
  • un adeguato il livello del rischio operativo
  • la capacità della COVIP di verificare l’osservanza degli obblighi gravanti sul Fondo
  • la capacità del Fondo di fornire un servizio continuo e soddisfacente agli aderenti e ai beneficiari

In caso di esternalizzazione di funzioni fondamentali, della gestione amministrativa o finanziaria, il Fondo deve dare preventiva comunicazione a COVIP prima dell’operatività. La normativa conferisce a COVIP la possibilità di effettuare ispezioni nei locali del fornitore delle attività esternalizzate, qualora non sia già sottoposto a vigilanza prudenziale di altra autorità di vigilanza.

8. Valutazione interna del rischio (art. 5 – nonies)

I Fondi, proporzionalmente alle proprie dimensioni, effettuano e documentano la valutazione interna del rischio.

Tale valutazione è effettuata almeno ogni tre anni o immediatamente dopo qualsiasi variazione significativa del profilo di rischio del Fondo. Tale attività prevede:

  • una descrizione della modalità di integrazione della funzione di valutazione dei rischi nei processi decisionali del Fondo
  • una valutazione dell’efficacia del sistema di gestione dei rischi
  • una descrizione del modo in cui il Fondo previene conflitti di interesse con l’impresa promotrice delle attività esternalizzate
  • una valutazione del fabbisogno finanziario del Fondo
  • una valutazione dei rischi per gli aderenti e beneficiari in merito all’erogazione delle loro prestazioni pensionistiche
  • una valutazione qualitativa dei meccanismi di protezione delle prestazioni pensionistiche
  • una valutazione qualitativa dei rischi operativi
  • una valutazione dei rischi ambientali, sociali e dei rischi connessi al deprezzamento degli attivi in portafoglio a seguito di cambiamenti normativi.

Il Fondo si deve dotare, infine, di metodi per la valutazione dei rischi cui è esposto nel breve e nel lungo periodo e che potrebbero incidere sulla sua capacità di far fronte ai propri impegni. La valutazione interna del rischio è tenuta in considerazione per le decisioni strategiche del Fondo.

Conclusioni

Con questa sintesi delle principali novità introdotte dal decreto che recepisce la normativa IORP II in materia di Fondi Pensione, contiamo di aver dato una panoramica significativamente ampia dello scenario che si va delineando. Va da sé che, qualora i Fondi Pensione scegliessero di esternalizzare alcune o tutte le funzioni previste dal d.lgs 147/2018, la scelta del partner giusto a cui affidarsi diventa quantomai strategica.

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